Disturbi dell’apprendimento


I disturbi specifici dell’apprendimento nascono dalla concomitanza di fattori genetici, ereditari, ambientali e comportano la compromissione delle capacità cerebrali, deputate alla percezione e all’elaborazione, accurata ed efficiente, delle informazioni verbali e non verbali.
Di solito, le difficoltà nell’apprendimento si rivelano nei primi anni di scuola, quando accrescono le richieste di apprendimento da parte degli altri, scavalcando le capacità dell’individuo.
Chi soffre di un disturbo dell’apprendimento può avere caratteristiche particolari, che lo portano a svolgere in modo singolare le attività quotidiane, non adeguandosi del tutto ai classici contesti scolastici.

A risentirne è spesso l’autostima, poiché una caratteristica basilare dei processi di apprendimento è la sensazione di padronanza e di euforia cognitiva che accompagna il bambino ogni volta in cui apprende qualcosa di nuovo e fa esperienza di successo. A seguito dei loro fallimenti, invece, i bambini con disturbi dell’apprendimento sviluppano una considerazione negativa delle loro capacità.
Chiaramente, la percezione delle proprie competenze determina i successivi interesse e impegno per una o più attività, determinando, diversamente in questi casi, l’evitamento delle opportunità di mettersi in gioco e di apprendere, per paura di fallire e di essere giudicati.
Inoltre, gli adolescenti con disturbo dell’apprendimento sono costretti a mantenere un livello di attenzione sempre maggiore rispetto ai propri coetanei, proprio perché consapevoli delle loro difficoltà, sebbene ciò comporti un notevole dispendio in termini di energie e, quindi, di successivo affaticamento.

Nel corso della vita di un bambino, esistono alcuni momenti decisivi in cui il bambino realizza la rappresentazione di sé come agente del processo di apprendimento delle abilità scolastiche, per cui, soprattutto nei primi anni di scuola, sono molto presenti sentimenti di inettitudine e incapacità.
Crescendo, verso l’adolescenza, l’autostima tende a migliorare, per via di alcuni fattori, tra cui una migliore e più completa consapevolezza e accettazione delle proprie difficoltà e, di conseguenza, l’adozione di strategie di coping più funzionali ed efficienti e scelte scolastiche e lavorative più appropriate.
L’ansia, spesso, è tra le sensazioni predominanti e si manifesta come ansia da prestazione, rifiuto verso la scuola, persistente stanchezza e problemi nell’addormentamento.
Le relazioni, che nel corso dell’infanzia sono connotate da una stretta dipendenza dai genitori, in adolescenza, invece, giocano un ruolo chiave quelle con i coetanei. Crescendo, infatti, esiste una ragionevole spinta verso l’autonomia, che porta l’adolescente a scegliere tra i coetanei un sostegno alternativo ai genitori.